Nomine - Chi sale nel potere rosa
24/05/2010 - Maria Silvia Sacchi - Corriere Economia
Da Camusso a Cannata, da Sapienza a Treu, da Mondardini a Manuli, da Oliveri a Rossello: ecco chi ha fatto più strada negli ultimi anni, dimostrando la peculiarità delle carriere femminili.
Il caso Intesa, con la sua sofferta staffetta alla presidenza del consiglio di gestione — dove, alla fine, è salito Andrea Beltratti, docente dell’Università Bocconi, al posto che era stato fino a quel momento di Enrico Salza — è probabilmente emblematico di quel che potrà, o potrebbe, essere. «Non sarò una yes-woman», ha detto, chiusa da poche ore la partita delle nomine, Elsa Fornero, 62 anni, la professoressa torinese, grande esperta di previdenza, che è divenuta vice presidente del consiglio di sorveglianza guidato da Giovanni Bazoli, prima donna a raggiungere una carica di quel livello nella maggiore banca italiana.
A portare il nome di Beltratti era stata lei. Contrapposto a quello dell’ex ministro, oggi presidente di Assogestioni, Domenico Siniscalco. Una vera battaglia all’interno della Compagnia di San Paolo, primo azionista di Intesa a cui spetta esprimere il presidente del consiglio di gestione. Contrasti molto poco dietro le quinte. «Gli uomini hanno una lunga abitudine nella gestione del potere, sono abituati a venire a patti, a far compromessi — ha spiegato Fornero — Noi donne abbiamo un modo più diretto, più trasparente e meno compromissorio». [...]