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L'uguaglianza tra uomini e donne e le "quote rosa"

18/03/2011 - Salvatore Resta - Corriere del Sud

L'uguaglianza tra uomini e donne è un principio fondatore dell'Europa che risale al 1957, quando la parità delle retribuzioni per uno stesso lavoro fu sancita dal Trattato di Roma. Alcuni Paesi europei hanno fatto scuola: la Norvegia, nel 2003, ha fissato per prima al 40% la quota di donne nei Cda (Consigli di amministrazione delle imprese), seguita, nel 2007, dalla Spagna e poi dall'Islanda, che lo scorso anno ha introdotto le "quote per genere". Nel gennaio scorso, la Francia, quale culla del principio di uguaglianza, ha approvato una legge che, entro il 2017, porterà al 40% le donne dei Cda nelle maggiori società quotate in Borsa.

In Italia è già stata approvata alla Camera dei deputati ed è tuttora in discussione al Senato, una proposta di legge che prevede l'introduzione di una quota del 30% di donne nei Cda delle società quotate in Borsa; delle società controllate dalle Amministrazioni dello Stato e nei loro collegi sindacali.

Le cosiddette "quote rosa" sono, tuttavia, uno strumento molto controverso; esse possono servire a far avanzare il concetto di parità delle donne ai vertici aziendali, ma non bisogna dimenticare che sono scelte transitorie e di ultima "ratio".
Ad ogni modo, va detto, a nostro avviso, senza ombra di dubbio, che la necessità di una maggiore partecipazione delle donne ai vertici aziendali è più forte che mai. Pertanto, è già stato previsto che in Europa si andrà avanti in due fasi: in un primo tempo, sarà il mondo delle imprese a dover proporre soluzioni. Nei prossimi mesi la Commissione europea e diversi governi nazionali si incontreranno con i dirigenti delle maggiori società quotate in Borsa per ascoltare le iniziative di autoregolamentazione con cui intendono promuovere la partecipazione femminile aì massimi vertici decisionali, ovvero le "quote rosa". [...]

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