Donne nei cda, Italia ferma al 7%
25/10/2011 - Adriana Cerretelli - Il Sole 24 Ore
LA SITUAZIONE - Il recupero del ritardo potrebbe favorire l'economia e la gestione delle imprese, come sottolineato anche da recenti studi di McKinsey.
La media europea della presenza femminile nei consigli di amministrazione nel 2010 risultava dell'11,7% contro l'8% nel 2004. In Italia siamo fermi al 7%. In Norvegia, dove la donna è diventata sempre più centrale nella vita economica e politica del paese, in otto anni, a partire dal 2003, si è balzati dal 7 al 40%.
Questi dati nudi e crudi ma molto eloquenti li ha forniti lei, Silvia Costa, l'eurodeputata che a Bruxelles ha patrocinato il convegno "Dalle quote alla valorizzazione del talento femminile nelle imprese europee".
L'esperienza sul campo ce l'ha messa, per l'Italia, Intesa Sanpaolo,una banca femminile al 55%, ricorda Alessandra Perrazzelli, ad di IntesaSanpaolo Eurodesk, che ha presentato il progetto Gemma, lo strumento con il quale il gruppo intende valorizzare al massimo il talento femminile nella gestione d'impresa. In questi tempi di crescita economica atona, di disoccupazione dilagante e di risorse scarse dovunque in Europa, ma in particolare nel nostro paese, l'utilizzo crescente del "fattore D" non è più un'opzione ma una scelta obbligata. Lo dice del resto anche la strategia Eu2020, cioè la tabella di marcia per le riforme strutturali che i 27 Stati membri dell'Unione sono tenuti a rispettare, un fronte dove i ritardi italiani sono particolarmente macroscopici. [...]