Dicono di noi

Nuovi modelli di leadership rosa

25/10/2010 - Monica D'Ascenzo - Il Sole 24 Ore

Gender gap. In Italia le carriere femminili di riferimento sono espressione dell'imprenditoria familiare. Poche le manager capaci di rappresentare un ideale per le giovani.

L'OSTACOLO - La generazione maschile degli attuali settantenni mantiene tutte le leve del potere frenando lo sviluppo del paese.
L'ECCEZIONE - In un settore maschile come quello degli istituti di detenzione le direttrici di carcere sono circa la metà del totale.

Marchionne, Profumo, Renzo Rosso, Guerra. Gli studenti di Economia non hanno difficoltà ad individuare modelli cui ispirarsi per le loro carriere. Non altrettanto possono fare le studentesse, che nelle ricerche condotte in diverse università italiane faticano ad indicare un esempio di donna per il loro futuro. La mancanza di "role model" è una realtà sottolineata anche dal rapporto della Commissione europea More women in senior positions. Key to economic stability and growth.

«In Paesi a noi culturalmente vicini, come la Francia e la Spagna, esiste già una generazione di manager cresciute secondo modelli di leadership femminili» osserva Alessandra Perrazzelli, responsabile international regulatory e antitrust affairs Intesa Sanpaolo e presidente di Valore D, che prosegue: «In Italia iniziamo adesso: le manager oggi sono cresciute nel solco di poche pioniere potendosi concedere di più. Quindi manager di ottime capacità e capaci di una leadership femminile, ma poco conosciute fuori dalle aziende in cui operano, anche per la novità dei network di collegamento tra donne».
Davvero pochi i modelli italiani di leadership al femminile: «Ritengo che i modelli attuali siano Emma Marcegaglia e Marina Berlusconi. Trovo senza dubbio positivo che posizioni come quelle ricoperte da entrambe siano oggi "rosa" ma non credo che siano di stimolo per le giovani laureate che devono decidere se intraprendere la carriera della manager. Si tratta infatti di figure di continuità rispetto ad un'impresa famigliare» spiega Elisabetta Oliveri, amministratore delegato di Sirti, che sottolinea poi: «credo si dovrebbe lavorare di più e meglio per far conoscere alle giovani leve altre donne, intendo non legate ad imprese famigliari, che sono riuscite ad arrivare a traguardi importanti e possono essere dei riferimenti per chiunque, potendo soprattutto rappresentare delle certezze rispetto alla domanda fondamentale che si pongono appena laureate: ce la posso fare?». [...]

Press Kit

Qui trovi in sintesi le principali informazioni riguardanti Valore D: obiettivi, organizzazione, aziende associate, attività.


Copyright 2010 Valore D