Dicono di noi

O bambole o icone, i (pre)giudizi esteri sulle donne

17/11/2010 - Maria Laura Rodotà - Corriere della Sera

Grazie per la fiducia, anche se c' è parecchio da fare. Grazie a Newsweek, che pubblica sul sito quindici ritratti di donne italiane eccellenti, «not Berlusconi' s bimbos», non sgallettate in quota premier. Anche se tra loro tre sono decedute, quattro vivono all' estero e una, la senatrice e premio Nobel Rita Levi Montalcini, è una splendida centenaria.

Grazie al Wall Street Journal: festeggia una nuova associazione che «usa tecniche di management creativo» per formare e rendere toste le donne dirigenti. Anche se il lavoro di Valore D è descritto come «una sfida ai persistenti stereotipi nazionali sulle donne, viste come mamme casalinghe o sexy soubrettes».

Il WSJ, non esattamente una pubblicazione barricadera, loda le socie di Valore D perché «cercano di scatenare una rivoluzione». Una rivoluzione si prospetta difficile; una presa di coscienza attiva pare necessaria. Per non accontentarsi più di qualche complimento-fregatura sul lavoro e nella vita; perché i media internazionali non siano più costretti a produrre servizi consolatori e a proporre come icone femminili italiche poche manager ardimentose e (ancora) Sofia Loren. Ma partiamo dalle buone notizie. Valore D è un' associazione creata nel 2009 che lavora con le imprese. Per ora ne hanno convinte 36 (con 200 mila dipendenti); l' obiettivo è arrivare a cento ed estendere l' attività alle professioni legali, alla moda, e alla politica. Le fondatrici erano stanche di sentir compatire e criticare le donne italiane. E, racconta Maria Pierdicchi di Standard & Poor' s, «noi lo sappiamo che siamo brave. Vogliamo fare fruttare il nostro talento». [...]
Press Kit

Qui trovi in sintesi le principali informazioni riguardanti Valore D: obiettivi, organizzazione, aziende associate, attività.


Copyright 2010 Valore D