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Nei cda quote per le donne. È una svolta necessaria

19/12/2010 - Federica Fantozzi - l'Unità

Il presidente di «ValoreD»: «C’è un modello di leadership e stile manageriale al maschile che ci penalizza. In Italia la gestione del tempo di lavoro è a nostro svantaggio».
 
Alessandra Perrazzelli, avvocato e responsabile dell’International Regulatory and Antitrust Affairs di Intesa Sanpaolo, è la presidente di «Valore D»: un’associazione di grandi aziende nata per promuovere il talento femminile, cambiare la cultura dentro le stanze dei bottoni, fornire alle donne strumenti concreti per sfondare quel soffitto di cristallo che impedisce reale parità di genere in termini di carriera e retribuzioni. È in cantiere un disegno di legge bipartisan che impone il 30% di quote rosa nei cda, a pena di decadenza. Rivoluzione possibile o utopia? «La realtà italiana è così distante dagli altri Paesi che personalmente ritengo l’introduzione delle quote necessaria. Un primo passo che non basta. Ma ben venga perché crea una rottura culturale nel cui solco si possono inserire attività che portino al rispetto della diversità e alla sua valorizzazione economica». Cos’altro manca al nostro Paese? «Misure che creino un bacino di “talentuose” nel management delle imprese. In questo senso Valore D si muove per potenziare la capacità femminile. [...]
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