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Artemisia Gentileschi - La gran "pittora" che vendicava le donne con i suoi quadri

25/09/2011 - Natalia Aspesi - La Repubblica

Giaele addormentato, Sisara dalle robuste braccia ficca nella tempia a martellate un grosso chiodo; a Sansone immerso nel sonno, una Dalida molto scollata sta per tagliare i riccioli bruni; ma il maschio cui Artemisia Gentileschi dedica i suoi maggiori furori pittorici è il generale assiro Oloferne, dalla bella testa barbuta, anche se mozzata. Dal tardo Medioevo in su, l'eroina Giuditta che decapita il pover'uomo aveva ispirato una folla di artisti: e Luca Cranach l'aveva ritratta con un vezzoso cappellino, e Botticelli aveva messo la testa tagliata del generale assiro sul capo della domestica come fosse un cesto della biancheria. Caravaggio ne aveva fatto una giovinetta disgustata dal fiotto di sangue che usciva dal collo semistaccato di Oloferne ancora vivo e con occhi e bocca spalancata.
Ma è Artemisia a dare alle bibliche femmine vendicatrici la massima e divampante ira: come si vede nella grande, importante mostra a Palazzo Reale a Milano (sino al 29 gennaio 2012) intitolata Artemisia Gentileschi, storia di una passione, curata da Roberto Contini e Francesco Solinas, con scenografie di Emma Dante, promossa dal "Gruppo 24 ore Cultura" (anche editore del catalogo) e dall'assessorato alla cultura di Milano.

[...] Nell'Ottocento di lei si persero le tracce, come di tante donne di talento che il pensiero patriarcale dominante non poteva accettare. Solo agli inizi del '900 si cominciò a riscoprirla, prima come vittima, col ritrovamento degli atti del processo per stupro, poi finalmente come artista geniale, restituendole il giusto valore che aveva conquistato da viva. Per le donne, e il femminismo, è diventata dagli anni '70 un mito. Per questo l'eccezionale mostra milanese che arriva vent'anni dopo quella fiorentina di Casa Buonarroti, è sponsorizzata da "Di Nuovo Milano" del movimento "Se non ora quando" e da "Valore D, Donne al Vertice". Dice la presidente Alessandra Perrazzelli, responsabile degli affari internazionali di Intesa San Paolo: "Per la prima volta ci occupiamo d'arte, in omaggio a un'artista di clamoroso talento, che in quanto donna subì violenze e umiliazioni ma seppe imporsi per il suo genio. Noi crediamo che la gestione aziendale abbia bisogno della cultura, della cultura femminile, per avere davvero un futuro." [...]

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