Interviste

Role Model

Valore D intervista Lucrezia Reichlin

25 marzo 2010

Lucrezia Reichlin
- Membro del Consiglio di Amministrazione e del Comitato per il Controllo Interno e dei Rischi di UniCredit Group; Professore Ordinario presso il Dipartimento di Economia della London Business School

Lucrezia Reichlin, esperta di metodi econometrici e di economia monetaria, è considerata una degli economisti più influenti d’Europa e vanta pubblicazioni internazionali e consulenze di altissimo livello (Federal Reserve, Banca d’Italia).



Estratto dell'intervista a Lucrezia Reichlin
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Lucrezia Reichlin riceve in dote un cognome importante, che ha rappresentato nell’immaginario italiano del Dopoguerra una passione per l’impegno politico vissuta come vera vocazione.

In questo clima familiare di attenzione alla cosa pubblica, di partecipazione alla vita sociale sia da parte del padre che della madre, Lucrezia (così come il fratello Pietro, oggi Professor of Economics alla LUISS Guido Carli) muove i primi passi verso la consapevolezza e l’indipendenza.

Dalla madre, femminista ante litteram, poco presente in famiglia per i molti impegni, riceve l’insegnamento che le donne hanno diritto e possibilità di accedere alle opportunità della vita, e che, per raggiungere gli obiettivi, serve un carattere forte e libero. Credere in se stesse – questo l’insegnamento sotto traccia – è la prima condizione per poter avere successo, specie per chi è donna.

Negli anni della giovinezza, politicamente complicati e confusi (siamo a cavallo degli anni settanta), Lucrezia porta avanti gli studi. Non obiettivi precisi di carriera, ed è orientata inizialmente all’impegno politico, spinta però dal desiderio di comprendere la società nel profondo. Desiderio che si trasforma in allontanamento da casa e da Roma, a 18 anni, per frequentare l’Università a Modena (dove gli studi di Economia sono improntati al modello anglosassone). Per quattro anni viene supportata economicamente dalla famiglia. Alla conclusione del periodo, siamo nel 1977, Lucrezia si trasferisce a Milano, ma forte è la voglia di conoscere nuove realtà. Parte così per l’America. E non fa più ritorno, come tiene a precisare.

Da questo momento in poi crescita personale e professionale non solo si intrecciano, ma si fondono. Lucrezia Reichlin inizia a definire un percorso accademico ambizioso, che la porterà a vivere in diversi Paesi, sperimentando ruoli e situazioni. La passione per la materia la conduce prima a Boston, grazie a una borsa di studio, poi a New York, dove consegue un Ph.D. in Economia.
Nel curriculum – oggi molto ricco – figurano un’esperienza di lavoro presso le Nazioni Unite e un incarico in qualità di Direttore Generale alla Ricerca della Banca Centrale Europea, giunto quando la sua fama di economista è diventata internazionale.

Lucrezia Reichlin, esperta di metodi econometrici e di economia monetaria, considerata una degli economisti più influenti d’Europa, vanta pubblicazioni internazionali e consulenze di altissimo livello (Federal Reserve, Banca d’Italia). Se si guarda indietro vede un percorso segnato da scelte importanti, non tutte giunte in giovanissima età. La strada si definisce con gli anni, con gli incontri, con le esperienze, con la specializzazione e l’amore per l’economia, che a un certo punto si fonde con la passione per gli studi internazionali. Le sue decisioni sono spesso prese – sin da giovane - in solitudine, anche contro il parere delle persone a lei più vicine, in ambito familiare o accademico. “Faccio di testa mia” sembrano voler dire le sue scelte.

Giovane studentessa prima modenese poi milanese, Lucrezia ha portato con sé, bagaglio di casa Reichlin, l’idea che nella vita ci sia una missione da portare a termine, un compito “alto”, a cui ciascuno è chiamato.

Lucrezia oggi è separata, vive con la sua bimba cinese, adottata, a Londra. Ad aiutarla nel ménage familiare è una babysitter, che segue la famiglia anche negli spostamenti internazionali. Molto attenta al suo ruolo di mamma, l’economista mantiene in prima persona il controllo e la gestione della casa e dell’educazione della figlia. Cerca di essere molto presente, per quanto possibile, e di allontanarsi solo in occasione dei viaggi di lavoro.

Pur cosmopolita, la Reichlin afferma di avere mantenuto solide radici italiane: questo senso di appartenenza a un territorio vorrebbe anche per la giovane figlia, che pure vive in un contesto socialmente molto diverso.

Gli elementi distintivi

  • Forte imprinting familiare, indirizzato all’impegno politico e civile, dal quale però Lucrezia si distacca precocemente
  • Importante la figura della mamma, che le trasmette il valore del sentire femminista, pur essendo poco presente, e del credere sempre in se stessi
  • La famiglia di origine trasmette anche l’impegno nei confronti degli studi e delle scadenze da rispettare
  • Il desiderio di scoprire cosa c’è oltre la situazione storica e sociale dell’Italia la spinge prima ad andare via di casa, poi a recarsi all’estero
  • L’interesse per la politica, che avrebbe potuto essere naturale emanazione del contesto familiare, viene sostituito da un interesse per la situazione sociale ed economica dei Paesi
  • Le scelte che si compiono, anche professionali e di livello, possono non essere il frutto di una carriera pianificata sin dall’età giovanile
  • Solitudine nelle scelte e determinazione sono il tratto distintivo del suo modo di essere, improntato all’indipendenza su tutti i fronti
  • Conferma l’importanza dell’avere radici, pur sentendosi cittadina del mondo. E vorrebbe questo radicamento anche per la propria giovane figlia, nella cui vita tiene ad essere ben presente 
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