CEO breakfast 2026: costruire fiducia per rafforzare la leadership

Si è tenuta il 27 gennaio 2026 la prima CEO Breakfast dell’anno, un momento esclusivo di confronto dedicato alla CEO Community della nostra associazione. Le CEO Breakfast sono incontri riservati ai vertici delle aziende associate, pensati come spazio di dialogo, ascolto e condivisione tra leader che stanno guidando trasformazioni profonde nelle proprie organizzazioni. Nascono con l’obiettivo di:

  • mettere a fattor comune esperienze e visioni;
  • favorire un confronto diretto su trend sociali, economici e culturali che impattano il ruolo della leadership;
  • alimentare una comunità di CEO impegnati a generare cambiamento inclusivo.

Il tema dell’incontro: fiducia, leadership e aspettative crescenti

Il primo appuntamento del 2026 è stato dedicato a un’anteprima esclusiva dei dati della nuova edizione dell’Edelman Trust Barometer—uno degli studi globali più autorevoli sulla fiducia nelle istituzioni.
L’incontro ha esplorato come stiano evolvendo le percezioni del pubblico verso business, governo, media e ONG, e quali implicazioni queste dinamiche abbiano sulle responsabilità di chi svolge un ruolo di leadership.

Dopo i saluti di Cristiana Scelza, Presidente di Valore D, la discussione è stata introdotta da Fiorella Passoni, CEO di Edelman Italia, e guidata dagli speaker internazionali:

  • Matt Harrington, Global Vice Chairman Edelman
  • Mainardo de Nardis, Global President & COO Edelman

L’agenda ha alternato presentazioni, scambio tra i partecipanti e un momento conclusivo di confronto aperto.

Top Findings dal Trust Barometer Global 2026

I dati condivisi durante la CEO Breakfast confermano un mondo che continua a ritirarsi in sé stesso, segnato da insicurezze economiche, tensioni geopolitiche e cambiamenti tecnologici accelerati.
Il tema centrale dell’edizione 2026 è infatti la “insularity”: una crescente difficoltà a fidarsi di chi appartiene a gruppi, culture o visioni differenti.

Di seguito una sintesi dei principali risultati.

  • L’insularità mina la fiducia. Il 70 % delle persone è poco disposto o esita a fidarsi di qualcuno con valori, fatti, approcci alla risoluzione dei problemi o background culturali differenti.
  • Il divario tra classi sociali si approfondisce. Le differenze di fiducia tra gruppi ad alto e basso reddito sono più che raddoppiate dal 2012.
  • Il nazionalismo è diffuso. La fiducia nelle aziende domestiche supera nettamente quella nelle aziende straniere in molti paesi.
  • L’ottimismo per il futuro cala. Solo il 32 % delle persone crede che la prossima generazione starà meglio.
  • Le reti personali colmano il vuoto lasciato dai leader istituzionali. Relazioni con colleghi/e e CEO vincono rispetto alle istituzioni tradizionali.
  • L’insularità è una questione importante per le imprese. La tendenza a fidarsi solo di “chi è familiare” rappresenta un rischio strategico per il business.
  • Le istituzioni non riescono a facilitare la fiducia. Governo, media, ONG e imprese mostrano ampi divari tra aspettative e performance nel creare fiducia.
  • Il mio datore di lavoro supera le altre istituzioni nel facilitare fiducia. Tra i vari istituti esaminati, i datori di lavoro sono visti come i più efficaci nel colmare i divari di fiducia.
  • I CEO devono dare l’esempio nel creare fiducia. I vertici aziendali sono considerati come modelli di comportamento per costruire fiducia tra gruppi diversi.
  • Le voci affidabili sui social media aprono porte chiuse. Influencer rilevanti possono contribuire ad aumentare la fiducia verso aziende o idee che altrimenti sarebbero guardate con diffidenza.

Un segnale chiaro per la leadership

Dai dati emerge un messaggio forte: la fiducia non può più essere data per scontata, ma va costruita attraverso dialogo, ascolto attivo, coerenza nei comportamenti e capacità di tenere insieme punti di vista divergenti.

Le CEO Breakfast di Valore D continuano a essere uno spazio privilegiato per chi oggi esercita la leadership e desidera confrontarsi su sfide e scenari in evoluzione, condividere strategie e rafforzare una comunità impegnata nella costruzione di un futuro più equo, resiliente e inclusivo.

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