Il report State of the Global Workplace 2025 di Gallup, offre un quadro sullo stato del lavoro nel mondo, evidenziando un calo significativo nell’employee engagement globale, sceso al 21% con una perdita stimata di 438 miliardi di dollari in produttivitĂ . A guidare questa diminuzione è sopratutto il crollo dell’engagement manageriale: la quota di manager ingaggiati è passata dal 30% al 27%, un dato critico, in quanto il 70% dell’engagement dei team dipende direttamente dal loro manager.
Il report mette in luce come i contesti lavorativi siano cambiati: riorganizzazioni continue, nuove tecnologie, una crescente distanza tra leadership executive e realtà operativa. Anche il benessere personale dei lavoratori, e ancor di più quello dei manager, mostra segnali di deterioramento, anche a causa di un aumento di solitudine e tristezza. Nonostante ciò, emergono anche opportunità significative, che nel report di Gallup vengono identificate come tre azioni decisive per invertire la tendenza: garantire una formazione di base a tutti i manager, introdurre pratiche di coaching efficaci e sostenere in modo continuativo lo sviluppo e il benessere manageriale.
Guardando al contesto europeo, si nota come ci sia il livello più basso di engagement al mondo, pari al 13% e, in parallelo, si registra un elevato benessere nella vita personale. Questa dicotomia è uno degli elementi più distintivi dei paesi europei e riflette sistemi di welfare solidi, livelli elevati di libertà individuale e un equilibrio vita-lavoro culturalmente radicato. Le emozioni negative sono meno diffuse rispetto ad altri paesi: stress al 38%, rabbia al 14% e solitudine al 12%. Tuttavia, esistono importanti differenze interne: alcuni Paesi, in particolare dell’Europa orientale e mediterranea, mostrano livelli più elevati di stress e tristezza, mentre l’Europa occidentale e meridionale tende a essere meno ingaggiata rispetto ai Paesi nordici. Il mercato del lavoro europeo, nonostante il quadro sull’engagement, appare sorprendentemente dinamico: il 57% dei lavoratori ritiene che questo sia un buon momento per trovare lavoro, l’intenzione di cambiare lavoro è la più bassa al mondo (30%), segnale di stabilità ma anche di un possibile disallineamento tra mobilità e aspirazioni professionali.



