D Cultura è il vodcast di Valore D che porta i libri fuori dagli scaffali e li mette al centro del dibattito. Ogni episodio è un’intervista con chi scrive per esplorare i temi che stanno cambiando la società – diritti, inclusione, sostenibilità – e riflettere insieme su un futuro più equo.
In questo settimo appuntamento analizziamo il rapporto tra tecnologia, libertà e responsabilità personale. In che modo il digitale sta trasformando il nostro modo di informarci, lavorare ed entrare in relazione con chi ci sta accanto? E quanto spazio resta oggi per una scelta davvero consapevole?
Ospite dell’episodio è Antonio Palmieri, cofondatore e direttore della Fondazione Pensiero Solido, autore del libro “Non è colpa dell’algoritmo! Idee per usare bene la nostra libertà nell’era digitale”, che propone un approccio controcorrente e non deterministico sull’innovazione tecnologica e sull’intelligenza artificiale.
Di cosa parliamo in questa puntata?
- Tecnologia e libertà individuale: perché il digitale non è un destino ineluttabile ma una “grammatica” da imparare.
- Oltre l’illusione online/offline: la separazione tra vita reale e digitale non descrive più il presente. Riconoscerne la continuità è il primo passo per abitare consapevolmente il nostro tempo.
- Algoritmi, bolle e polarizzazione: attribuire all’algoritmo ogni responsabilità è una semplificazione. Le dinamiche di chiusura e conflitto nascono anche dai comportamenti umani.
- Il tempo nell’era del “tutto e subito”: tra iperconnessione e accelerazione continua, recuperare lentezza, cura e qualità delle relazioni diventa una scelta culturale necessaria.
- Scuola e intelligenza artificiale: l’AI obbliga il mondo dell’educazione a ripensare metodi, ruoli e obiettivi, riportando al centro la capacità di insegnare a imparare.
- Genitorialità e educazione digitale: il ruolo degli adulti è decisivo nei primi anni di vita digitale dei figli, anche di fronte a fenomeni come il parental phubbing.
- Lavoro e trasformazione tecnologica: tra timori di sostituzione e opportunità di affiancamento, l’intelligenza artificiale ridisegna competenze, ruoli e responsabilità.
- Consapevolezza come competenza chiave: la differenza oggi non è tra giovani e adulti, ma tra consapevoli e inconsapevoli digitali, capaci o meno di essere “padroni di sé”.

