Si è tenuto il 28 ottobre a Roma, presso la Cyber Academy di IBM, il quarto appuntamento del 2026 della CEO Community Breakfast di Valore D, il ciclo di incontri riservati alle CEO e ai CEO delle aziende associate per approfondire le grandi trasformazioni che stanno ridefinendo il contesto economico e sociale. Al centro dell’incontro, il ruolo dell’intelligenza artificiale e la responsabilità condivisa di imprese e istituzioni nel governarne l’adozione in modo sostenibile, inclusivo e orientato alla creazione di valore.
Un’AI aperta, sicura e governata
In apertura, il confronto ha evidenziato come la governance rappresenti una condizione essenziale per un utilizzo efficace dell’intelligenza artificiale. Nico Losito, General Manager di IBM Italia, ha sottolineato l’importanza di un’AI aperta, sicura, responsabile e governata, ricordando che conoscere i dati che alimentano i modelli e controllarne l’utilizzo consente alle organizzazioni di guidare l’innovazione anziché subirla.
Su questa linea si è inserito l’intervento di Cristiana Scelza, Presidente di Valore D, che ha richiamato quattro dimensioni chiave per affrontare la trasformazione in corso: competenze, governance, responsabilità e visione. Una leadership consapevole, ha evidenziato, è fondamentale per cogliere le opportunità offerte dall’AI evitando al tempo stesso il rischio di amplificare bias e disuguaglianze. In quest’ottica, ha annunciato la trasformazione del Tavolo Valore D per la tecnologia inclusiva in un’iniziativa permanente, con l’obiettivo di mettere a disposizione di imprese e istituzioni strumenti e riflessioni utili ad accompagnare il cambiamento.
Dall’AI Equity Compass alla sfida delle competenze
Nel corso dell’incontro, Alessandra Santacroce, Government and Regulatory Affairs Director di IBM Italia e Consigliera di Valore D, ha presentato l’AI Equity Compass, nato dal lavoro congiunto di 17 aziende appartenenti a settori diversi. Lo strumento propone una serie di domande e riflessioni operative per supportare le organizzazioni nell’adozione dell’intelligenza artificiale, mettendo al centro tre fattori: coinvolgimento delle persone, responsabilità nelle decisioni e sostenibilità organizzativa. L’obiettivo è favorire un approccio people-driven, in cui innovazione e governance procedano insieme.
Il tema delle competenze è stato poi approfondito da Walter Rizzetto, Presidente della Commissione Lavoro della Camera, che ha richiamato la necessità di investire nella formazione continua per accompagnare l’evoluzione del mercato del lavoro. Dalla valorizzazione degli istituti tecnici e degli ITS Academy al rafforzamento delle competenze STEM, l’intervento ha evidenziato l’importanza di costruire percorsi capaci di ridurre il divario tra domanda e offerta di lavoro e di rendere la transizione tecnologica più accessibile anche alle realtà di minori dimensioni.
La tecnologia da sola non basta
A chiudere gli interventi, Stefano da Empoli, docente di Economia politica all’Università Roma Tre e fondatore di I-Com, ha sottolineato come il valore dell’intelligenza artificiale dipenda non tanto dalla tecnologia in sé quanto dalla capacità delle organizzazioni di ripensare processi, investire nelle persone e sviluppare infrastrutture e dati adeguati. L’adozione efficace dell’AI richiede infatti un coinvolgimento attivo della leadership e delle persone, insieme a una regolamentazione capace di tutelare cittadini e imprese senza ostacolare l’innovazione.
Dal confronto con le aziende presenti sono emersi alcuni temi trasversali: il ruolo delle persone come leva fondamentale dell’adozione, la necessità di accompagnare il cambiamento per evitare organizzazioni “a due velocità”, il rapporto tra competitività e regolamentazione e la crescente centralità della leadership nel costruire fiducia e orientare la trasformazione.
L’incontro si è concluso con una simulazione interattiva di attacco informatico presso la Cyber Academy di IBM, un’esperienza immersiva che ha permesso ai partecipanti di riflettere in modo concreto sulle sfide della sicurezza digitale in un contesto sempre più caratterizzato dall’adozione dell’intelligenza artificiale.





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