Come immaginano il futuro lavorativo le nuove generazioni? Quali aspettative, desideri e timori orientano le scelte di studio e di professione di ragazze e ragazzi in Italia? A queste domande risponde la seconda edizione della ricerca “Sognando il futuro e il lavoro: opinioni e attitudini dei giovani studenti e delle giovani studentesse in Italia”, realizzata da Valore D in collaborazione con Ipsos Doxa.
L’indagine ha coinvolto 1.300 studenti e studentesse in Italia tra gli 11 e i 21 anni, appartenenti alle scuole secondarie di primo e secondo grado e all’Università, e offre uno spaccato aggiornato su come le nuove generazioni guardano al lavoro e al futuro, tra entusiasmo, consapevolezza e persistenti disuguaglianze di genere.
Una generazione motivata, ma sotto pressione
I dati restituiscono l’immagine di una generazione che continua a investire sul lavoro ma con uno sguardo più realistico rispetto al passato. Il desiderio di equilibrio vita lavoro emerge come la priorità assoluta, prima ancora della carriera in senso stretto. Al tempo stesso, rilevanza significativa assumono anche la realizzazione personale e la stabilità, qui intesa come lavoro da cui deriva una fonte di reddito. Accanto a queste aspirazioni, però, si fanno spazio timori molto concreti: oltre la metà dei giovani tra i 16 e i 21 anni prevede difficoltà nel trovare il lavoro desiderato e uno su quattro teme di non poter contare su un impiego in grado di garantire l’autonomia economica.
Allo stesso tempo cresce la pressione percepita. Nove giovani su dieci dichiarano di sentirsi obbligati ad avere successo o a essere “perfetti”, una sensazione che cresce con l’età e che colpisce in modo particolare le ragazze: tra i 16 e i 21 anni la pressione è avvertita dal 95% delle ragazze, contro l’89% dei coetanei maschi.
Le differenze di genere nascono presto
Uno degli elementi più rilevanti che emerge dalla ricerca è che le disuguaglianze di genere si strutturano molto prima dell’ingresso nel mondo del lavoro. Già a partire dalla scuola secondaria di primo grado, ragazze e ragazzi immaginano per sé futuri professionali differenti.
Le professioni tecnico-scientifiche continuano ad attrarre soprattutto i ragazzi, mentre le ragazze mostrano una maggiore distanza da questi ambiti, nonostante una maggiore consapevolezza delle opportunità rispetto al passato. Anche quando la conoscenza aumenta — come nel caso delle discipline STEM — gli stereotipi resistono, influenzando la percezione di adeguatezza e di appartenenza: tra i 16 e i 21 anni più di un quarto dei ragazzi pensa che le ragazze siano meno portate allo studio delle materie scientifiche, una percezione che si riscontra anche in circa 1 ragazza su 5.
Fiducia nelle pari opportunità: un divario che cresce con l’età
Un altro dato significativo riguarda la fiducia nelle pari opportunità. Tra gli 11 e i 14 anni, ragazzi e ragazze mostrano livelli simili di fiducia nella possibilità di avere successo (77% tra i ragazzi e 74% tra le ragazze). Con il passaggio all’età più adulta, però, il divario si accentua: tra i 16 e i 21 anni, la fiducia delle ragazze cala in modo significativo, ampliando la distanza rispetto ai coetanei maschi (70% contro il 51%).
Un segnale che racconta come, crescendo, molte ragazze percepiscano un progressivo restringimento delle loro possibilità, anche alla luce del contesto culturale, sociale e delle rappresentazioni che incontrano lungo il percorso di crescita.
Il ruolo chiave di orientamento, scuola e modelli
Nel percorso che porta ragazze e ragazzi a immaginare il proprio futuro, famiglia e scuola restano punti di riferimento fondamentali. Se da un lato la famiglia continua a esercitare una forte influenza, dall’altro migliora — rispetto al passato — il ruolo percepito della scuola nell’orientamento.
Tuttavia, il bisogno espresso dalle giovani generazioni è chiaro: serve più supporto concreto, fatto di esperienze reali, testimonianze dirette e occasioni di confronto con chi il lavoro lo vive ogni giorno. Un orientamento capace di andare oltre le informazioni teoriche, per aiutare ragazze e ragazzi a riconoscere talenti, inclinazioni e possibilità.
L’impegno di Valore D: ampliare le possibilità di scelta
È proprio in questo spazio che si inserisce l’impegno di Valore D, che da anni lavora con le nuove generazioni per contrastare gli stereotipi di genere e ampliare le opportunità di scelta, già nelle fasi più precoci dei percorsi educativi.
In questo quadro si collocano progetti come Inspiring Girls, che promuove la consapevolezza del talento attraverso il confronto con role model femminili, e Wanter, la piattaforma di orientamento che accompagna ragazze e ragazzi nell’esplorazione dei percorsi di studio e delle professioni del futuro, favorendo scelte più informate e coerenti con le proprie aspirazioni.
La ricerca “Sognando il futuro e il lavoro” conferma che il futuro non si costruisce solo al momento dell’ingresso nel mercato del lavoro, ma molto prima: nei modelli che vengono proposti, nelle opportunità di orientamento e negli spazi di immaginazione che ragazze e ragazzi hanno a disposizione per pensarsi liberi di scegliere.
“Questa ricerca racconta una generazione lucida e ambiziosa, ma esposta a una doppia pressione: quella individuale, legata al successo, e quella culturale, che continua a orientare le scelte fin da giovanissimi”, sottolinea Barbara Falcomer, Direttrice Generale di Valore D. Se vogliamo incidere davvero sulle disuguaglianze, dobbiamo intervenire prima: nei modelli che offriamo, nell’orientamento, nei contesti educativi. È lì che si costruisce il perimetro delle possibilità”.



