Parità di genere

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L’indagine “Parità di genere“, realizzata dall’Osservatorio D, è il risultato della collaborazione tra Valore D e SWG per comprendere il tema della parità di genere e come questo viene affrontato nel mondo del lavoro.

Se si guarda all’impatto del genere nel mondo del lavoro, il mercato risulta ancora decisamente sbilanciato a danno delle donne: il fenomeno del “soffitto di cristallo” esiste per una persona su due, il 55% delle donne si sente svantaggiata rispetto all’accesso a ruoli di responsabilità e manageriali.

Interessante notare come esiste un ampio divario tra percezione e realtà rispetto al tema della parità di genere. Il campione stima infatti che saranno necessari 32,7 anni per raggiungere la parità di genere, mentre la proiezione reale è di 123 anni. Rispetto al tasso di occupazione femminile c’è una sottostima da parte dei rispondenti, che ipotizzano che il 45,2% delle donne risulta occupata oggi in Italia, quando in realtà il 53,8%.

il 56% del campione ha osservato situazioni o episodi che gli hanno fatto pensare a una regressione rispetto al tema della parità di genere; questa percentuale sale se si considerano le donne (62%), i e le 18-34enni (69%), i e le 35-54enni (62%) e le donne occupate (66%). Nonostante ciò, solo il 17% si sente coinvolto/a nel promuovere un cambiamento verso una maggiore parità di genere.

Rispetto ai cambiamenti prioritari che si vorrebbero vedere nei prossimi anni spicca la parità salariale tra uomini e donne, seguita da una maggiore occupazione e indipendenza economica femminile, una maggiore equità nelle possibilità di congedo di maternità e paternità e una maggiore educazione alla parità di genere nelle scuole. Stato, istituzioni pubbliche e datori di lavoro e aziende sono gli attori che più dovrebbero contribuire attivamente per la parità di genere, sopratutto per le donne occupate, gli e le over 55 e i lavoratori e le lavoratrici dipendenti.


 

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