A vent’anni dalla prima edizione del report del World Economic Forum, il mondo non è mai stato così vicino alla parità di genere. Eppure, il progresso continua a essere troppo lento: al ritmo attuale saranno necessari ancora 120 anni per colmare completamente il divario tra donne e uomini. È quanto emerge dal Global Gender Gap Report 2026, che analizza 145 economie e misura i progressi in quattro dimensioni chiave: partecipazione economica, istruzione, salute ed empowerment politico.
Un progresso reale, ma ancora insufficiente
Nel 2026 il gender gap globale risulta colmato per il 69,2%, con un miglioramento di 0,4 punti percentuali rispetto all’anno precedente. Si tratta del livello più alto mai registrato dall’indice, ma nessun Paese ha ancora raggiunto la piena parità di genere.
Tra le economie più virtuose continua a distinguersi l’Europa: sette dei dieci Paesi migliori in classifica sono europei e tutte le prime dieci economie hanno ormai colmato almeno l’80% del divario di genere. In testa si conferma l’Islanda, seguita da Finlandia e Norvegia.
Economia e politica: i gap più difficili da colmare
Se salute e istruzione sono ormai vicine alla parità, la situazione è molto diversa per la partecipazione economica e l’empowerment politico, che restano le aree più critiche a livello globale. Secondo il report, il divario economico richiederà ancora 129 anni per essere colmato, mentre per quello politico ne serviranno addirittura 194.
Questi dati confermano come la sfida non riguardi più soltanto l’accesso all’istruzione o ai servizi essenziali, ma soprattutto la possibilità di partecipare pienamente ai processi decisionali, al mercato del lavoro e ai ruoli di leadership, sia nelle istituzioni sia nelle organizzazioni.
L’Italia recupera posizioni, ma resta ultima in Europa
L’Italia si colloca all’83° posto su 145 Paesi analizzati, migliorando di due posizioni rispetto al 2025. Un dato che, tuttavia, non modifica il quadro generale: il nostro Paese continua a occupare l’ultima posizione tra le economie europee considerate nel report.
Il confronto con gli altri principali Paesi europei evidenzia chiaramente il ritardo italiano: la Finlandia è seconda nella classifica globale, la Germania nona, la Spagna dodicesima e la Francia ventiduesima.
Il peso della partecipazione economica
L’ambito che continua a penalizzare maggiormente l’Italia è quello della partecipazione economica e delle opportunità professionali. Il nostro Paese si posiziona infatti al 121° posto a livello mondiale, quattro posizioni in meno rispetto al 2025 e peggio di qualsiasi altro Paese europeo.
Il dato conferma una criticità strutturale che riguarda l’accesso delle donne al mercato del lavoro, le opportunità di carriera, la qualità dell’occupazione e la valorizzazione delle competenze. Una sfida che richiede l’impegno congiunto di imprese, istituzioni e società civile per accelerare il cambiamento e trasformare il talento femminile in una leva di crescita e competitività per il Paese.
Segnali positivi su rappresentanza politica, istruzione e salute
Accanto alle criticità emergono anche alcuni segnali incoraggianti. Nella dimensione relativa all’empowerment politico l’Italia migliora di quattro posizioni, passando dal 65° al 61° posto.
Prosegue inoltre il miglioramento nell’ambito dell’istruzione e dell’accesso alla formazione, dove il nostro Paese raggiunge la 46ª posizione, in crescita rispetto alla 51ª registrata nel 2023. Anche sul fronte della salute si registra un lieve avanzamento, dall’89° all’87° posto.
Accelerare il cambiamento
I risultati del Global Gender Gap Report 2026 mostrano che il percorso verso la parità continua ad avanzare, ma con una velocità ancora insufficiente rispetto alle sfide del presente. Se il divario di genere rappresenta un tema globale, per l’Italia assume caratteristiche particolarmente urgenti, soprattutto sul fronte della partecipazione economica.
Per questo il ruolo delle imprese resta centrale. Favorire ambienti di lavoro inclusivi, sostenere la crescita professionale delle donne e promuovere una leadership più equilibrata non è soltanto una questione di equità, ma una scelta strategica per la competitività, l’innovazione e la sostenibilità del sistema economico nel suo complesso.

![SWG_Valore D_Osservatorio D_Parità di genere 2026[14] copia](https://www.valored.it/wp-content/uploads/2026/06/SWG_Valore-D_Osservatorio-D_Parita-di-genere-202614-copia.png)

