Violenza Economica: “Dal Silenzio all’Azione Vol. III”

Copertina Dal Silenzio all'Azione vol III

AUTORE

Valore D e Global Thinking Foundation presentano “Violenza Economica. Dati, strumenti e strategie per costruire autonomia”, terzo volume del ciclo di pubblicazioni Dal Silenzio all’Azione, il progetto di Valore D nato per supportare aziende e organizzazioni nella prevenzione e nel contrasto alle diverse forme di violenza di genere. Realizzato in collaborazione con Global Thinking Foundation, realtĂ  attiva da oltre dieci anni sui temi dell’educazione finanziaria e della prevenzione della violenza economica, il documento approfondisce una delle espressioni piĂą diffuse e meno riconosciute della violenza di genere. I contributi sono a cura di Claudia Segre, Presidente della Fondazione.

La presentazione si è svolta il 3 novembre 2026 presso la Biblioteca Nilde Iotti della Camera dei Deputati alla presenza di rappresentanti delle istituzioni, del mondo delle imprese e della società civile. Tra i contributi istituzionali, quelli della Ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità Eugenia Roccella e dell’On. Martina Semenzato, Presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere.

Un fenomeno ancora troppo invisibile

Chiedere al partner di rinunciare a una promozione è violenza economica? Lo riconosce con certezza solo il 39% degli italiani. Non si tratta di un caso isolato: è proprio quando colpisce il lavoro che la violenza economica fatica di più a essere riconosciuta.

La violenza economica non lascia segni evidenti e raramente porta a una denuncia. Si esercita attraverso il controllo del reddito e dei conti, l’esclusione dalle decisioni economiche della famiglia, l’indebitamento forzato e il sabotaggio del lavoro. Azioni che limitano l’autonomia economica di chi le subisce e ne aumentano la dipendenza dal partner.

I dati dell’Osservatorio D (SWGxValoreD) mostrano come tutti i comportamenti che riguardano la sfera lavorativa restino sotto la soglia del 40% di riconoscimento: oltre al dato riguardante la promozione, solo il 36% identifica con certezza come violenza lo scoraggiare il partner dall’acquisire nuove competenze e appena un italiano su tre considera violenza le pressioni per ridurre l’orario di lavoro e occuparsi della famiglia.

Le incertezze però non riguardano solo gli ostacoli posti alla carriera. Solo il 53% riconosce con certezza come violenza economica dover giustificare ogni spesa al partner. Inoltre, il 42% degli italiani considera la violenza economica un fenomeno spesso invisibile e meno di una persona su cinque ritiene che sia riconosciuta in tutte le sue forme.

Autonomia economica ed educazione finanziaria: una leva di prevenzione

Uno dei messaggi centrali della policy riguarda il legame tra autonomia economica e prevenzione della violenza. Disporre di competenze finanziarie significa non solo saper gestire il denaro, ma anche poter prendere decisioni consapevoli, riconoscere situazioni di rischio e rafforzare la propria indipendenza.

Per questo il volume dedica ampio spazio al ruolo dell’educazione finanziaria e digitale lungo tutto l’arco della vita, evidenziando come la conoscenza di strumenti, diritti e opportunitĂ  possa contribuire a ridurre condizioni di vulnerabilitĂ  e dipendenza economica. La pubblicazione approfondisce inoltre come gli strumenti digitali possano rappresentare sia opportunitĂ  di autonomia sia nuove modalitĂ  attraverso cui esercitare controllo e abuso.

Il ruolo delle aziende

I dati evidenziano una crescente aspettativa nei confronti delle organizzazioni. Il 52% degli italiani ritiene che le aziende dovrebbero impegnarsi maggiormente nel contrasto alla violenza economica, una quota che sale al 56% tra le donne e al 60% tra le persone che si trovano in condizioni di maggiore fragilitĂ  socioeconomica.

Le misure giudicate più efficaci sono i canali di ascolto riservati (38%) e l’accredito dello stipendio su un conto intestato esclusivamente a chi subisce l’abuso, indicato dal 43% delle donne: una misura proposta anche dalla relazione della Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio.

Il luogo di lavoro rappresenta spesso il primo contesto in cui i segnali della violenza economica diventano visibili al di fuori della sfera familiare. Richieste ricorrenti di anticipi sullo stipendio, assenze o ritardi sistematici, rinunce a opportunitĂ  professionali senza una ragione apparente possono essere indicatori di situazioni che meritano attenzione e supporto.

La Convenzione ILO C190 e la piĂą recente evoluzione del quadro normativo europeo indicano con sempre maggiore chiarezza la responsabilitĂ  delle organizzazioni nel promuovere ambienti di lavoro sicuri, inclusivi e capaci di prevenire e contrastare ogni forma di violenza e molestia.

Dalla consapevolezza all’azione

In linea con il percorso avviato da Valore D con le precedenti pubblicazioni della collana Dal Silenzio all’Azione, il volume offre alle imprese strumenti concreti per riconoscere i segnali della violenza economica e sostenere le persone che la subiscono.

Tra le proposte del volume: una policy aziendale dedicata, la formazione di manager e HR, misure di welfare economico-finanziario, percorsi di consulenza indipendente, strumenti di flessibilitĂ  per le persone coinvolte in percorsi di uscita dalla violenza e la collaborazione con i centri antiviolenza.

Gli strumenti sono organizzati in una roadmap articolata in quattro fasi e accompagnati da una checklist operativa e da indicatori di monitoraggio, per aiutare le organizzazioni a integrare il tema nelle proprie strategie di welfare, inclusione e sostenibilitĂ  e prepararsi al recepimento della Direttiva europea 2024/1385 sulla lotta alla violenza contro le donne e alla violenza domestica.

Ad arricchire il volume sono le testimonianze e le buone pratiche di aziende della rete Valore D. Agos, Banca d’Italia, Engineering e InfoCamere condividono esperienze, strumenti e iniziative sviluppate per promuovere l’autonomia economica, rafforzare la consapevolezza sul fenomeno e sostenere le persone in situazioni di vulnerabilitĂ .

I contributi sono accompagnati da interviste e approfondimenti che offrono spunti concreti per tutte le organizzazioni che desiderano strutturare il proprio impegno su questi temi e contribuire alla costruzione di ambienti di lavoro piĂą inclusivi e sicuri. 

Scarica il nuovo volume e scopri dati, strumenti e buone pratiche per trasformare la consapevolezza in azione.

Articoli correlati