L’intelligenza artificiale sta trasformando rapidamente organizzazioni, processi decisionali e modelli di lavoro. Una trasformazione che apre opportunità significative, ma che solleva anche domande sempre più urgenti su responsabilità, trasparenza e impatto sulle persone.
Per contribuire a orientare questo cambiamento, Valore D ha presentato al Meeting di Rimini 2026 l’AI Equity Compass, il libro bianco nato nell’ambito del Tavolo di lavoro “Patto per la Tecnologia Inclusiva”, che ha coinvolto diciassette organizzazioni impegnate a promuovere un’adozione dell’AI capace di coniugare innovazione, equità e responsabilità.
“Valore D è nata per rappresentare le imprese nel promuovere la cultura dell’inclusione all’interno delle organizzazioni e della società. L’intelligenza artificiale rientra oggi in questo mandato a pieno titolo, perché incide su valori e processi che riguardano da vicino le persone, non solo i risultati di business. Con l’AI Equity Compass mettiamo a disposizione delle imprese un metodo condiviso, che non sostituisce la responsabilità di ciascuna organizzazione: la rende più consapevole e più capace di misurare l’impatto reale delle scelte sulle persone”, Cristiana Scelza, Presidente di Valore D.
Insieme al documento, è stato lanciato anche il podcast “Una bussola per l’intelligenza artificiale”, andato in onda su Radio Meeting, che raccoglie alcune testimonianze autorevoli presenti anche nell’AI Equity Compass.
Un momento cruciale per l’Europa e per le organizzazioni
Il lancio dell’AI Equity Compass arriva in una fase particolarmente significativa per il quadro normativo europeo. Dal 2 agosto 2026 sono infatti applicabili gli obblighi di trasparenza previsti dall’AI Act, mentre le disposizioni relative ai sistemi ad alto rischio, inclusi quelli utilizzati nei processi di selezione, valutazione delle performance e promozione del personale, entreranno in vigore dal 2 dicembre 2027.
In questo contesto, l’AI Equity Compass nasce con un obiettivo preciso: aiutare le organizzazioni a passare dai principi all’azione, attraverso strumenti concreti, domande guida e criteri operativi che consentano di integrare l’intelligenza artificiale in modo consapevole lungo tutto il suo ciclo di vita.
Non è un caso che Valore D abbia scelto di lanciare ufficialmente il documento proprio a Rimini: il Meeting 2026 arriva a pochi mesi da Magnifica Humanitas, la prima enciclica di Papa Leone XIV, dedicata alla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale.
Una cultura AI-driven che mette al centro le persone
Il punto di partenza del Libro Bianco è semplice ma fondamentale: una cultura realmente AI-driven deve essere prima di tutto people-driven.
L’intelligenza artificiale non può essere considerata soltanto una questione tecnologica. Le scelte che accompagnano la sua progettazione e applicazione hanno effetti diretti sulle persone e richiedono quindi nuove forme di attenzione, governance e accountability.
Da questa convinzione nascono i tre pilastri del framework proposto da AI Equity Compass.
Persone
L’inclusione viene considerata un criterio di progettazione e non un elemento da introdurre successivamente. Questo significa coinvolgere prospettive e competenze differenti nella costruzione delle soluzioni e investire nella diffusione delle competenze necessarie per utilizzare l’AI in modo efficace e consapevole.
Responsabilità
Anche quando l’intelligenza artificiale contribuisce ai processi decisionali, la responsabilità resta in capo all’organizzazione. Per questo servono ruoli chiari, processi tracciabili e la possibilità per le persone di sapere quando l’AI interviene in una decisione e di contestarne gli esiti.
Sostenibilità organizzativa
L’adozione dell’AI non si conclude con l’implementazione di uno strumento. Richiede invece un monitoraggio continuo che tenga conto delle competenze, dell’organizzazione del lavoro e dell’evoluzione degli impatti sulle persone.
Un lavoro collettivo per costruire strumenti concreti
“Questo Libro Bianco è la bussola nata da un confronto con le aziende associate di Valore D, il contributo di pensiero di chi la tecnologia la progetta, la usa, la plasma. È uno strumento che ogni organizzazione può portare con sé nel proprio viaggio di adozione dell’intelligenza artificiale”, Alessandra Santacroce, Coordinatrice del Tavolo di lavoro “Patto per la Tecnologia Inclusiva” di Valore D.
L’AI Equity Compass è il risultato del contributo di diciassette organizzazioni associate a Valore D: Accenture, Cassa Depositi e Prestiti, DLA Piper, Edelman, Engie, Engineering, Fastweb Vodafone, GiGroup, GSK, IBM, IKEA, Lavazza, Leonardo, Luxottica, Medtronic, Politecnico di Milano e UniCredit.
Il volume raccoglie inoltre i contributi di esperte ed esperti provenienti dal mondo delle istituzioni, dell’accademia, delle imprese e della ricerca, offrendo una riflessione multidisciplinare sulle sfide poste dall’intelligenza artificiale e sulle opportunità di una sua applicazione responsabile:
Cristiana Scelza, Presidente di Valore D; l’On. Marina Elvira Calderone, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali; il Reverendo Andrea Roberto Ciucci, Cancelliere della Pontificia Accademia per la Vita; Paola Mascaro, VP Fondazione Italiana Accenture e G20 Empower Chair, Italian Presidency; Mara Tanelli, Professoressa Ordinaria di Automatic Control al Politecnico di Milano e Delegata della Rettrice per Diversità e Inclusione; Francesca Rossi, Fellow e Global Leader for Responsible AI and AI Governance di IBM; Fabio Moioli, Executive Search, Leadership & AI Advisor di Spencer Stuart; Marco Biasi, Professore Associato di Diritto del Lavoro all’Università degli Studi di Milano; e Alessandra Santacroce, Government & Regulatory Affairs Director, IBM Italia, Consigliera di Valore D e Coordinatrice Tavolo di lavoro “Patto per la Tecnologia Inclusiva”.
Scopri di più sul Libro Bianco AI Equity Compass
Podcast: una bussola per l’AI
I contenuti del Libro Bianco sono stati ripresi anche all’interno del podcast di Valore D “Una bussola per l’Intelligenza Artificiale” andato in onda su Radio Meeting, la radio del Meeting di Rimini.
Tre episodi da ascoltare, condotti da Barbara Falcomer, Direttrice Generale di Valore D, per orientarsi nella rivoluzione dell’Intelligenza Artificiale attraverso punti di vista diversi ma complementari.
Ospite del primo episodio è Don Andrea Roberto Ciucci, Cancelliere della Pontificia Accademia per la Vita. La riflessione si concentra sul rapporto tra essere umano e tecnologia: chi vogliamo mettere al centro dello sviluppo dell’AI? E quali conseguenze comporta continuare a leggere il mondo attraverso una prospettiva esclusivamente antropocentrica? Un confronto che invita ad allargare lo sguardo sulle implicazioni culturali ed etiche dell’innovazione.
Il secondo episodio dà voce alla testimonianza di Alessandra Santacroce, Government & Regulatory Affairs Director di IBM Italia, Consigliera di Valore D e Coordinatrice del Tavolo di lavoro “Patto per la Tecnologia inclusiva”. Al centro della conversazione c’è l’AI Equity Compass: come nasce questo strumento e in che modo può aiutare organizzazioni e imprese ad adottare l’intelligenza artificiale senza perdere di vista valori, equità e impatto sulle persone.
Nel terzo episodio, Marco Biasi, Professore Associato di Diritto del Lavoro presso l’Università degli Studi di Milano, affronta il tema del rapporto tra innovazione, lavoro e tutela dei diritti. In uno scenario in cui l’intelligenza artificiale entra sempre più nei processi organizzativi, regole, trasparenza e formazione diventano strumenti essenziali per coniugare progresso tecnologico e protezione delle persone.



