L’indagine “Violenza economica“, realizzata dall’Osservatorio D, è il risultato della collaborazione tra Valore D e SWG per comprendere il tema della violenza economica, il ruolo che ricopre il denaro per le persone e la gestione delle finanze personali.
Rispetto al tema del denaro, dalla wave emerge che la maggior parte delle persone (58%) si sente a proprio agio a parlare di denaro, del rapporto con esso e della gestione delle proprie finanze in coppia. Emergono però alcune differenze di genere: gli uomini sono più propensi a parlare e confrontarsi con amici, conoscenti, esperti del settore o colleghi di lavoro, le donne tendono a confrontarsi di più nella sfera privata. Questo tema risulta ancora a prevalenza maschile, infatti 6 donne su 10 credono che gli investimenti e la finanza non siano argomenti alla loro portata, mentre il 79% degli uomini è convinto che occuparsi attivamente delle proprie finanze lo fa sentire indipendente e sicuro.
Rispetto al tema della violenza economica emergono visioni eterogenee sull’identificazione di comportamenti considerati sicuramente violenti, infatti non c’è una vera e propria azione emblematica per cui l’accordo è totale. PiĂą della metĂ dei rispondenti reputa che contrarre prestiti e finanziamenti a nome del/la partner o costringerlo/a a sottoscriverli sia una vera e propria di violenza (57%), così come chiedere all’altro/a di giustificare ogni spesa e mostrare gli scontrini (53%).
Rispetto al ruolo e l’impegno di attori e istituzioni per il contrasto della violenza economica, è considerato insufficiente il ruolo delle istituzioni governative e scolastiche per la maggior parte dei rispondenti. PiĂą di 1 persona su 2 pensa anche che aziende e datori di lavoro dovrebbero impegnarsi di piĂą nel dare il loro contributo. Tra le iniziative piĂą efficaci che le aziende dovrebbero adottare per aiutare i e le loro dipendenti a difendersi da situazioni di violenza economica, prevalgono la creazione di canali di ascolto sicuro (38%), l’accredito dello stipendio su un conto corrente esclusivo (36% del campione, 43% delle donne) e la formazione di capi e personale della risorse umane (34%). Un 18-34enne su quattro reputa efficace aprire sportelli di consulenza finanziaria.



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